
{"id":11122,"date":"2026-04-30T10:24:49","date_gmt":"2026-04-30T08:24:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeancollege.it\/?p=11122"},"modified":"2026-04-30T10:39:11","modified_gmt":"2026-04-30T08:39:11","slug":"l-accordo-commerciale-ue-mercosur-entra-provvisoriamente-in-vigore-il-1-maggio-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/l-accordo-commerciale-ue-mercosur-entra-provvisoriamente-in-vigore-il-1-maggio-2026\/","title":{"rendered":"L\u2019 accordo commerciale UE \u2013 Mercosur entra provvisoriamente in vigore il 1 Maggio 2026"},"content":{"rendered":"<p>Il primo maggio entra in vigore in via transitoria il trattato commerciale tra l\u2019Unione europea e i quattro paesi del Mercosur \u2014 Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. A partire da quella data prender\u00e0 avvio la progressiva eliminazione dei dazi su oltre il 91 per cento dei prodotti esportati dall\u2019UE, con un risparmio stimato in miliardi di euro per le imprese europee. I vantaggi immediati riguarderanno in particolare i settori del automotive, dei macchinari, della chimica e dell\u2019agroalimentare.<\/p>\n<p>L\u2019accordo commerciale, che coinvolger\u00e0 700 milioni di consumatori, oltre alla rimozione delle barriere tariffarie creer\u00e0 posti di lavoro e opportunit\u00e0 di commercio, inoltre assicurer\u00e0 il rispetto delle regolamentazioni europee. Secondo le stime della Commissione entro il 2040, l\u2019accordo pu\u00f2 portare un aumento del PNB dell\u2019UR di oltre 70 miliardi ed un aumento delle esportazioni europee del 40%.<\/p>\n<p>L\u2019accordo con il Mercosur non \u00e8 un caso isolato. Nell\u2019ultimo anno l\u2019Unione europea ha accelerato significativamente la conclusione di intese commerciali con numerosi partner nel mondo, in risposta diretta alla politica dei dazi adottata dall\u2019amministrazione americana e alla volont\u00e0 di molti paesi di consolidare rapporti commerciali preferenziali. Si tratta di accordi che vanno ben al di l\u00e0 della semplice riduzione delle tariffe doganali: puntano a creare condizioni normative e strutturali pi\u00f9 favorevoli per le esportazioni.<\/p>\n<p>Nessun accordo commerciale produce solo vincitori. Sul versante europeo, l\u2019ostacolo principale \u00e8 venuto dal settore agricolo. Il Mercosur annovera tra i pi\u00f9 competitivi produttori mondiali di carni bovine, pollame, soia, zucchero ed etanolo. L\u2019apertura del mercato europeo a questi prodotti \u2014 anche solo parziale, e con quote contingentate \u2014 ha incontrato la resistenza organizzata degli agricoltori europei, una delle lobby pi\u00f9 influenti nella politica comunitaria. Francia, Irlanda, Polonia e Austria, i paesi con le filiere agricole pi\u00f9 esposte, hanno pi\u00f9 volte bloccato o rallentato il mandato negoziale della Commissione. In realt\u00e0, dietro le proteste agricole si cela anche un obiettivo pi\u00f9 ambizioso: modificare le proposte della Commissione sul quadro finanziario pluriannuale 2028\u20132034, che prevedono una parziale rinazionalizzazione della politica agricola comune. La motivazione della maggioranza del Parlamento europeo di rinviare il voto nell\u2019attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia prima di ratificare l\u2019insieme dell\u2019accordo riflette, in parte, queste stesse preoccupazioni.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, le resistenze maggiori sono venute dai settori industriali e normativi. Brasile e Argentina dispongono di industrie manifatturiere \u2014 nel comparto automobilistico, elettronico e tessile \u2014 costruite e sviluppate al riparo di barriere protettive elevate. L\u2019apertura alla concorrenza europea, anche se graduale, rischia di colpire settori produttivi consolidati e i posti di lavoro ad essi legati. Le asimmetrie normative rappresentano un altro nodo critico: gli standard europei su sicurezza alimentare, propriet\u00e0 intellettuale e appalti pubblici sono percepiti come barriere non tariffarie in grado di limitare l\u2019accesso reale al mercato europeo, indipendentemente dall\u2019abbattimento dei dazi.<\/p>\n<p>Accanto alla parte strettamente commerciale, la Commissione ha negoziato e ricevuto l\u2019accordo dei quattro Stati del Mercosur su un pi\u00f9 ambizioso accordo di partenariato, che prima di entrare pienamente in vigore dovr\u00e0 ricevere l\u2019approvazione unanime dei Governi e dei Parlamenti nazionali.<\/p>\n<p>Gli elementi qualificanti dell\u2019accordo di partenariato sono i capitoli cosiddetti non tariffari. Per esempio il capitolo dedicato al commercio e allo sviluppo sostenibile, dove la violazione sistematica degli impegni climatici da parte di uno dei contraenti potrebbe innescare la sospensione delle concessioni commerciali. L\u2019accordo include inoltre un allegato specifico sulla deforestazione, che vincola entrambe le parti a prevenire ulteriore disboscamento dei propri territori e ad adottare sistemi di monitoraggio verificabili.<\/p>\n<p>Sul piano dei diritti dei lavoratori, le disposizioni concordate impegnano formalmente entrambe le parti al rispetto delle convenzioni internazionali del lavoro: libert\u00e0 di associazione, diritto alla contrattazione collettiva, eliminazione del lavoro minorile e forzato, non discriminazione nell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Su questi temi le reazioni sono state diametralmente opposte: in ambito europeo, le norme sono state criticate per l\u2019assenza di sanzioni automatiche; nei paesi del Mercosur, al contrario, le stesse disposizioni sono state giudicate troppo impositive e poco rispettose delle tradizioni giuridiche latinoamericane. Il punto di equilibrio \u00e8 che l\u2019applicazione di tali norme si basa principalmente sulla pressione diplomatica e sulla reputazione, pi\u00f9 che su meccanismi sanzionatori automatici. L\u2019accordo stabilisce comunque un obbligo di miglioramento progressivo, verificabile nel tempo.<\/p>\n<p>Tra le misure non tariffarie vi sono pure il riconoscimento dei prodotti di origine, che offrir\u00e0 tutela ad oltre 350 prodotti europei, e circa 200 prodotti provenienti dai paesi del Mercosur.<\/p>\n<p>Nonostante queste resistenze, l\u2019Europa rimane un mercato straordinariamente attraente per i paesi esportatori di tutto il mondo. Con 450 milioni di consumatori, l\u2019Unione europea ha la forza di imporre condizioni alle proprie importazioni che nessuno stato individuale, per quanto grande, potrebbe permettersi di richiedere.<\/p>\n<p>L\u2019entrata in vigore provvisoria della parte commerciale dell\u2019accordo segna comunque un passaggio storico. Due aree economiche che insieme contano oltre 700 milioni di consumatori avviano un processo di integrazione destinato a ridisegnare i flussi di scambio tra Europa e America Latina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo maggio entra in vigore in via transitoria il trattato commerciale tra l\u2019Unione europea e i quattro paesi del Mercosur \u2014 Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. 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