
{"id":8823,"date":"2024-10-23T11:52:04","date_gmt":"2024-10-23T09:52:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeancollege.it\/?p=8823"},"modified":"2024-10-28T12:32:18","modified_gmt":"2024-10-28T11:32:18","slug":"a-che-punto-e-lintegrazione-economica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/a-che-punto-e-lintegrazione-economica-europea\/","title":{"rendered":"A che punto \u00e8 l\u2019integrazione economica europea?"},"content":{"rendered":"<h2>Marco Ziliotti, Direttore Amministrativo della Fondazione Collegio europeo di Parma<\/h2>\n<p>Da oltre trent\u2019anni \u2013 pi\u00f9 di una generazione fa, quindi \u2013 in un\u2019area prevalente del continente europeo, nel frattempo ampliatasi da dodici a ventisette Stati, le persone (Trattato di Shengen, 19 giugno 1990), i capitali (Direttiva CEE del 1 luglio 1990) e le merci (Mercato Unico Europeo, 1 gennaio 1993) possono circolare senza frontiere. Da oltre un ventennio, in venti di questi Paesi, i pagamenti si regolano con una moneta comune, l\u2019Euro.<\/p>\n<p>Gli effetti economici, sociali, politici e culturali del progetto di integrazione europeo (un esperimento unico nella storia, perch\u00e9 non imposto da uno stato egemone, ma dalla volontaria cooperazione fra tutti gli stati membri) sono stati, e sono, innegabilmente profondi, pervasivi ed in larga parte irreversibili. Ma la strada da percorrere perch\u00e9 l\u2019Europa, anche solo dal punto di vista economico, diventi davvero una casa comune, in grado di valorizzarne appieno le straordinarie potenzialit\u00e0, non \u00e8 affatto terminata.<\/p>\n<p>Quanto alla circolazione dei beni, nonostante il mercato e la moneta unici abbiano enormemente rafforzato le catene di fornitura su base continentale, a tutt\u2019oggi il valore complessivo degli scambi di merci intraUE rappresenta poco pi\u00f9 di un quarto del valore totale prodotto; tale interscambio vale invece il 60% fra gli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>In Europa, le barriere linguistiche, l\u2019eterogeneit\u00e0 del valore legale dei titoli di studio e delle abilitazioni professionali, la carente integrazione fra i diversi sistemi pensionistici rappresentano ancora seri ostacoli alla mobilit\u00e0 del lavoro. Anche se un crescente numero di giovani, sceglie di \u2013 od \u00e8 costretto a \u2013 cercare opportunit\u00e0 di lavoro all\u2019estero, in media solo tre cittadini europei su cento vivono e lavorano stabilmente in uno Stato membro diverso da quello di nascita; in USA, uno su quattro.<\/p>\n<p>Ancora incompiuta largamente l\u2019integrazione relativa agli scambi di servizi: come \u00e8 noto, i settori delle telecomunicazioni e dell\u2019energia sono rimasti fuori, fin dall\u2019origine, dal Mercato Unico. Anche a causa di ci\u00f2 (come evidenziato con forza nel recente discorso di Mario Draghi a La Hulpe), il mancato sfruttamento delle economie di scala da parte delle utilities europee e la scarsa interconnessione fra le reti nazionali rendono le bollette delle imprese e delle famiglie europee molto pi\u00f9 salate di quelle americane, e non solo.<\/p>\n<p>Ma l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante di potenziali vantaggi competitivi europei che restano inespressi a causa del persistente frazionamento delle regole e delle istituzioni \u00e8 rappresentato dal mercato dei capitali. Da un lato, la storica capacit\u00e0 di risparmio privato, delle famiglie in particolare, che in Europa permane ad un livello fra il doppio ed il triplo rispetto alle famiglie americane (il tasso di risparmio sul reddito disponibile nella UE varia fra gli Stati membri dal 10 al 15 percento; negli Stati Uniti, le serie storiche recenti lo vedono attestato \u2013 salvo il picco di \u201crisparmio forzoso\u201d durante la pandemia \u2013 fra il 3 ed il 5 percento). Eppure, ogni anno escono dall\u2019Europa 250 miliardi di euro di flussi finanziari.<\/p>\n<p>La capitalizzazione delle borse valori europee rimane un sottomultiplo non solo di quelle americane (Nyse e Nasdaq), ma anche delle asiatiche (Tokyo, Shanghai, Hong Kong, Singapore). La ragione \u00e8 evidente: quando una societ\u00e0 italiana si quota a Milano, essa di fatto accede a risparmio prevalentemente domestico (capitalizzazione azionaria Borsa Valori di Piazza Affari: 800 miliardi di euro; capitalizzazione azionaria \u2013\u201cmarket cap\u201d- del Nyse di Wall Street: 25 miliardi di dollari, di cui quasi un terzo di societ\u00e0 non americane).<\/p>\n<p>Ancora una volta, la parola chiave del problema \u00e8 integrazione: \u00e8 ben vero che un risparmiatore tedesco pu\u00f2 comprare azioni in Italia e viceversa, ma questo rimane un \u201cinvestimento estero\u201d. Il mercato dei capitali italiano e quello tedesco sono controllati da diverse autorit\u00e0 di vigilanza (Consob e BaFin; l\u2019authority europea ESMA detiene solo poteri di coordinamento); le norme che regolano il funzionamento delle imprese tedesche ed italiane (diritto societario; codici della crisi e dell\u2019insolvenza) restano distinte; cos\u00ec come \u00e8 differente la fiscalit\u00e0 sui redditi di impresa prodotti in Italia ovvero in Germania, o in altro Stato europeo, con una variabilit\u00e0 in Europa\u00a0 &#8211; dal 9% dell\u2019Ungheria ed il 12% dell\u2019Irlanda, fino al 35% di Malta \u2013 che non ha paragone con quella fra i diversi Stati USA (con una aliquota minima del 21% ed una massima del 30%).<\/p>\n<p>Nonostante gli straordinari progressi compiuti, date le sue regole democratiche di governance, l\u2019Europa si trova ancora in mezzo al guado. Nel contesto competitivo e geopolitico attuale, ritornare sulle sponde di partenza sarebbe esiziale per i suoi singoli Paesi membri. Non resta che andare avanti, con massima decisione e con la consapevolezza che gli svantaggi \u201cparticulari\u201d della integrazione sono di gran lunga superati dai vantaggi di interesse generale. \u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Ziliotti, Direttore Amministrativo della Fondazione Collegio europeo di Parma Da oltre trent\u2019anni \u2013 pi\u00f9 di una generazione fa, quindi \u2013 in un\u2019area prevalente del continente europeo, nel frattempo ampliatasi da dodici a ventisette Stati, le persone (Trattato di Shengen, 19 giugno 1990), i capitali (Direttiva CEE del 1 luglio 1990) e le merci (Mercato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8822,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7],"tags":[56,54],"class_list":["post-8823","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-quadro-giuridico-ue","tag-eu-governance","tag-european-integration"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"2.10.10","language":"fr","enabled_languages":["it","en","fr"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"fr":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8823","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8823"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8887,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8823\/revisions\/8887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}