
{"id":8859,"date":"2024-10-24T13:47:31","date_gmt":"2024-10-24T11:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeancollege.it\/?p=8859"},"modified":"2024-10-25T15:08:32","modified_gmt":"2024-10-25T13:08:32","slug":"il-mercato-unico-e-la-lezione-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/il-mercato-unico-e-la-lezione-inglese\/","title":{"rendered":"Il mercato unico e la lezione inglese"},"content":{"rendered":"<h2>Alfredo De Feo, Direttore scientifico della Fondazione Collegio europeo di Parma<\/h2>\n<p>Da oltre quattro anni il Regno Unito ha lasciato formalmente l\u2019Unione europea ed ormai tutti riconoscono che il bilancio del divorzio \u00e8 fortemente negativo. Secondo i dati presentati dall\u2019Ufficio di bilancio inglese, nessuna delle promesse dei promotori del referendum \u00e8 stata mantenuta: risparmio dei contributi all\u2019UE, meno tasse pi\u00f9 commercio e meno migranti. Il Regno unito continua a pagare i suoi debiti con l\u2019Europa ( 32 miliardi), ha aumentato le immigrazioni da paesi extra comunitari a seguito della partenza di molta manodopera europea mettendo tra l\u2019altro in crisi servizi essenziali come ospedali, gli scambi commerciali con i paesi terzi non sono stati non all\u2019altezza delle aspettative ed il ripristino delle frontiere ha portato all\u2019assunzione di centomila dipendenti pubblici supplementari, con conseguente aggravio delle spese pubbliche.<\/p>\n<p>Per esempio dal 2009 al 2016 l\u2019Europa investiva nel Regno Unito, tra bilancio europeo e la Banca Europea di investimenti, oltre \u20ac 6 miliardi l\u2019anno contro i \u20ac 2,4 messi a disposizione dal governo in questi anni (dati BEI e ufficio inglese di bilancio, ripresi dal Corriere della sera del 1 luglio). Tutto questo spiega perch\u00e9 il Regno unito, ed i suoi cittadini si sono impoveriti negli ultimi quattro anni.<\/p>\n<p>La lezione inglese dovrebbe indurre la classe dirigente europea e l\u2019opinione pubblica a riflettere suai vantaggi che hanno portato all\u2019Europa le intuizioni di Delors, Mitterand e Kohl per la creazione Mercato unico per le persone, merci, i servizi\u00a0 e capitali. Mercato unico che \u00e8 stato imperfettamente realizzato.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo ha pubblicato una mappatura del costo della non Europa, cio\u00e8 i vantaggi che un completamento del mercato europeo porterebbe all\u2019economia dei paesi membri. Lo studio conclude che un approfondimento dell\u2019integrazione europea, potrebbe aumentare il PIL europeo di oltre \u20ac 2.800 miliardi entro il 2032.<\/p>\n<p>La coscienza di questo potenziale inespresso ha indotto il Consiglio europeo di chiedere la preparazione di un rapporto sul futuro del mercato interno, rapporto la cui redazione \u00e8 stata affidata ad Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio italiano e Presidente dell\u2019Istituto Delors e rettore di una delle pi\u00f9 prestigiose Business school europee di Madrid.<\/p>\n<p>Il rapporto, <em>Molto pi\u00f9 di un mercato,<\/em> definisce il contesto nel quale i Leader europei dovranno confrontarsi, identificando tre fattori chiave che devono guidare l\u2019approfondimento del mercato interno dell\u2019UE: 1) l\u2019impegno ad una transizione ecologica e digitale, economicamente e socialmente sostenibile; 2) la prospettiva, ineludibile, dell\u2019allargamento dell\u2019Europa; 3) l\u2019esigenza di rafforzare il coordinamento delle politiche difesa dell\u2019UE, politica che non pu\u00f2 \u00a0essere delegata ai nostri partner della Nato.<\/p>\n<p>Il Rapporto, presentato al Consiglio europeo dell\u2019aprile 2024, passa in rassegna le aree dove il mercato interno deve essere completato o rinnovato per liberare nuove potenzialit\u00e0 del mercato unico, presentando una serie di proposte concrete volte in ultima analisi a migliorare la vita dei cittadini e degli operatori economici.<\/p>\n<p>Tra queste proposte l\u2019ampliamento del mercato unico all\u2019innovazione, ricerca e istruzione, e la creazione di un diritto societario europeo, complementare ai diritti nazionali con l\u2019obiettivo di aiutare le imprese, soprattutto le medie e piccole imprese, che operano o che vorrebbero sfruttare i mercati europei.<\/p>\n<p>Alcune di queste proposte sono state riprese dalla prossima Presidente della Commissione, Ursula von der Leynen, nel suo discorso di investitura davanti al Parlamento Europeo ed incluse nel mandato assegnato a singoli commissari. C\u2019\u00e8 quindi da sperare che le proposte contenute nel rapporto possano far parte dell\u2019agenda politica europea dei prossimi mesi. \u00a0<\/p>\n<p>Per concludere il rapporto Letta raggiunge due obbiettivi: il primo riportare, sul tavolo dei Leader europei e di fronte all\u2019opinione pubblica, l\u2019importanza del mercato unico, forte anche dell\u2019esperienza negativa inglese; il secondo di contribuire all\u2019agenda politica europea dei prossimi mesi.<\/p>\n<p>La politica europea ha bisogno di obbiettivi ambiziosi anche per riconquistare la fiducia dell\u2019opinione pubblica, pur nella consapevolezza di un quadro complesso: \u00a0una nuova Commissione, un Parlamento europeo fortemente influenzato da tendenze nazionaliste ed un contesto internazionale dominato da crisi di difficile soluzione come i conflitti in Ucraina e medio Oriente, \u00a0i continui flussi migratori ma anche il cambiamento climatico ed il soddisfacimento dei bisogni energetici.<\/p>\n<p>L\u2019opinione pubblica europea ha bisogno di ritrovare una spinta ideale come Delors seppe fare a met\u00e0 degli anni \u201980 lanciando il programma sul mercato unico. La libera circolazione in Europa non \u00e8 solo un fattore economico ma serve a rilanciare e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini europei, come dice il titolo del rapporto molto pi\u00f9 di un mercato, esso rappresenta una opportunit\u00e0 per i Leader europei, che speriamo non si lascino sfuggire.<\/p>\n<p>Pubblicato sulla Gazzetta di Parma in data 25\/10\/2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alfredo De Feo, Direttore scientifico della Fondazione Collegio europeo di Parma Da oltre quattro anni il Regno Unito ha lasciato formalmente l\u2019Unione europea ed ormai tutti riconoscono che il bilancio del divorzio \u00e8 fortemente negativo. 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