
{"id":9183,"date":"2025-01-22T09:19:31","date_gmt":"2025-01-22T08:19:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeancollege.it\/?p=9183"},"modified":"2025-01-22T09:26:51","modified_gmt":"2025-01-22T08:26:51","slug":"american-administration-european-sovereignty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/american-administration-european-sovereignty\/","title":{"rendered":"L\u2019amministrazione americana e la sovranit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono delle date nella storia che hanno un impatto sui cittadini e sull\u2019opinione pubblica. Per esempio, come non ricordare il marzo 2020, quando quasi in contemporanea il mondo si \u00e8 fermato a causa di una pandemia che ha ricordato a tutto il mondo la fragilit\u00e0 dell\u2019essere umano specialmente in un modo globalizzato. Il 22 febbraio 2022, quando l\u2019aggressione all\u2019Ukraina da parte della Russia, rompeva un equilibrio di pace mettendo fine ad alcuni principi basilari del diritto internazionale come il rispetto della sovranit\u00e0 di uno Stato con il rischio concreto non solo di estensione del conflitto ma anche il rischio di violazioni delle sovranit\u00e0 nazionali, attraverso azioni militari o sofisticate ingerenze informatiche. O ancora il 7 ottobre 2023 quando i brutali attacchi di Hamas contro il popolo israeliano ha riaperto il mai sopito conflitto Israele-Palestinese, con il suo carico di massacri e tensioni ed il rischio di destabilizzare l\u2019intera regione con conseguenze umane, economiche difficilmente calcolabili.<\/p>\n<p>Il 20 gennaio 2025 potrebbe diventare una data che potrebbe essere ricordata nella storia dei paesi europei. L\u2019ingresso alla Casa Bianca del neo rieletto Presidente Trump rischia infatti di incidere sulla vita di noi europei. Ovviamente non sappiamo se e come i proclami elettorali si tradurranno in azioni e politiche concrete, ma pur ammettendo che pi\u00f9 indizi non fanno una prova, ci sono sufficienti motivi per essere preoccupati. Mi limito a segnalare tre minacce concrete alle quali i paesi europei dovranno farsi trovare pronti a dare delle risposte efficaci. Queste minacce sono:<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di dazi sui prodotti europei, la de-regolazione globale dall\u2019uso\/abuso dell\u2019intelligenza artificiale, dei social e sdoganamento delle cripto-valute ed il disimpegno militare americano dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il tema dei dazi \u00e8 quello che potrebbe tentare gli Stati europei ad andare a trattare bilateralmente con l\u2019amministrazione americana. Una trattativa separata dei singoli Stati, permetterebbe di strappare alcune concessioni ma il prezzo da pagare sarebbe comunque elevato sia in termini di importazioni che in aumento dell\u2019influenza americana sulle politiche nazionali nei vari paesi. Gli Stati europei dovrebbero difendere la propria sovranit\u00e0 cercando di preparare una risposta comune alle iniziative americane, cercando di evitare una guerra commerciale, dannosa per tutti, e cercando di instaurare un negoziato per raggiungere un accordo commerciale globale, che pu\u00f2 essere raggiunto solo con la capacit\u00e0 degli Stati di trovare obiettivi condivisi da tutti gli Stati.<\/p>\n<p>Nel settore delle tecnologie l\u2019Europa ha un grosso ritardo produttivo ma \u00e8 stata all\u2019avanguardia nel regolamentare l\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale (IA act) per permettere un uso responsabile a beneficio dei consumatori e per la difesa dei diritti d\u2019autore. Parallelamente sono state adottate misure per regolamentare i servizi Digitali ed il Mercato Digitale, misure tendenti a limitare lo strapotere delle piattaforme digitali, come Amazon, Facebook, TikTok, Google ed altri. A questo si deve aggiungere le probabili pressioni esercitate dal potente consigliere di Trump, Elon Musk per ufficializzare e liberalizzare il mercato del cripto valute (di cui tra l\u2019altro \u00e8 proprietario di una di queste). Gli Stati Europei hanno tutto l\u2019interesse a regolamentare anche i settori dei servizi e del mercato digitale e del cripto valute, per non farsi trovare impreparati e resistere alle probabili pressioni di deregulation che verosimilmente arriveranno dalla nuova amministrazione americana. Solo con una posizione forte gli Stati europei potranno proteggere i loro cittadini e mantenere la loro sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Infine il problema della sicurezza e della protezione del territorio europeo da attacchi esterni. La protezione finora garantita dallo scudo americano all\u2019interno della NATO rischia di venir meno. Gli Stati Uniti, chiedono da tempo un maggiore impegno finanziario nella difesa all\u2019interno della Nato, richieste che hanno trovato solo un orecchio distratto dalla maggior parte dei governi europei. La nuova amministrazione americana rischia di non fare sconti e costringere gli Stati europei ad aumentare le spese per la difesa.<\/p>\n<p>Questo pone tre ordini di problemi, finanziario, produttivo e militare. Le finanze pubbliche di quasi tutti gli Stati non hanno, individualmente, le risorse per sostenere delle spese, che oltretutto solleverebbero forti critiche e resistenze da parte delle opinioni pubbliche. La soluzione potrebbe essere trovata, sul modello messo in campo nel post Covid, nell\u2019 emissione di debito comune europeo per finanziare una maggior presenza europea alla propria difesa militare.<\/p>\n<p>Il secondo problema \u00e8 di ordine produttivo, se gli Stati europei non vogliono continuare a finanziare le industrie americane di armi, devono accordarsi per indirizzare la produzione verso un numero di modelli di armi ridotto, rinunciando alle pretese eccellenze nazionali. Cosa non facile ma indispensabile per investire nell\u2019industria europea come d\u2019altra parte raccomandato nel rapporto di Enrico Letta.<\/p>\n<p>Per ultimo, l\u2019aspetto militare il semplice coordinamento delle iniziative non \u00e8 sufficiente, un salto di qualit\u00e0 \u00e8 necessario, creando delle strutture decisionali in grado di prendere le misure per garantire la sicurezza dei nostri paesi e la sovranit\u00e0 dei nostri Stati.<\/p>\n<p>Se l\u2019Europa raccoglier\u00e0 in modo positivo le sfide che verranno dagli Stati Uniti la data del 20 gennaio 2025 potr\u00e0 essere ricordata come quella del salto qualitativo dell\u2019Europa, altrimenti\u2026 meglio non pensarci!<\/p>\n<p>Pubblicato dalla Gazzetta di Parma 11\/01\/2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono delle date nella storia che hanno un impatto sui cittadini e sull\u2019opinione pubblica. 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