
{"id":9870,"date":"2025-05-08T12:16:21","date_gmt":"2025-05-08T10:16:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeancollege.it\/?p=9870"},"modified":"2025-05-08T12:20:11","modified_gmt":"2025-05-08T10:20:11","slug":"9-maggio-leuropa-75-anni-dopo-la-dichiarazione-schuman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeancollege.it\/fr\/9-maggio-leuropa-75-anni-dopo-la-dichiarazione-schuman\/","title":{"rendered":"9 maggio: l\u2019Europa 75 anni dopo la dichiarazione Schuman"},"content":{"rendered":"<p>Alfredo De Feo<\/p>\n<p>Il 9 maggio \u00e8 una data importante per l\u2019Europa: la dichiarazione lanciata da Robert Schuman nel 1950 segna l\u2019inizio del progetto europeo ed apre un periodo di pace senza precedenti nella storia dei nostri paesi.<\/p>\n<p>L\u2019idea di costruire la pace in Europa attraverso una collaborazione tra gli Stati, era nata con il Manifesto di Ventotene di Spinelli, Rossi e Colorni e con le esortazioni di Winston Churchill, nei celebri discorsi di Zurigo e dell\u2019Aja. Ma fu Robert Schuman, ministro degli esteri francese, che concretamente raccolse la sfida facendo un appello agli altri Stati. Traducendo la spinta ideale di Spinelli ed altri in azione politica.<\/p>\n<p>L&rsquo;8 maggio, Robert Schuman present\u00f2 il suo piano, preparato nella pi\u00f9 grande discrezione insieme a Jean Monnet. \u00a0ai ministri dell&rsquo;Economia del Regno Unito, dell\u2019Italia e dei tre paesi del Benelux. La sera dell&rsquo;8 maggio, tutti i documenti preparatori furono distrutti. Dopo l\u2019assenso dei Ministri dei 5 paesi,\u00a0 Schuman invi\u00f2 un \u00a0suo emissario personale a Bonn che inform\u00f2 Konrad Adenauer della proposta francese. La mattina del giorno successivo, appena ricevuta la notizia della reazione entusiasta del Cancelliere \u00a0Adenauer, Schuman inform\u00f2 il Governo francese e convoc\u00f2 la conferenza stampa che si sarebbe tenuta al Quai d&rsquo;Orsay il 9 maggio alle 18.<\/p>\n<p>Robert Schuman presento\u2019 cosi la dichiarazione che avrebbe aperto la strada al processo di integrazione, per piccoli passi, dei sei paesi fondatori della Comunit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>La dichiarazione Schuman formul\u00f2 in modo semplice una serie di obbiettivi che vennero condivisi da statisti come Konrad Adenauer ed Alcide De Gasperi e dai paesi del Benelux. Piccolo particolare le discussioni tra i tre leader dei paesi del dopoguerra avvenivano in tedesco.<\/p>\n<p>Il \u00a0linguaggio della dichiarazione \u00e8 semplice, indica l\u2019obiettivo ambizioso, costruire l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Europa, ma in modo realistico \u00ab\u00a0<strong><em>Europa non potr\u00e0 farsi un una sola volta, n\u00e9 sar\u00e0 costruita tutta insieme; essa sorger\u00e0 da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidariet\u00e0 di fatto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La motivazione profonda della Dichiarazione, si ritrova nelle prime righe <strong><em>L&rsquo;Europa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non \u00e8 stata fatta : abbiamo avuto la guerra\u2026..La pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionata ai pericoli che la minacciano.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi il 9 maggio 1950 pone l\u2019obiettivo di costruire e preservare la pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricordo di un anniversario importante non deve per\u00f2 essere un momento rivolto solo al passato ma guardare al presente ed al futuro. L\u2019Europa si \u00e8 costruita per tappe. \u00a0Jean Monnet sosteneva che <em>\u00a0<strong>l\u2019Europa sar\u00e0 forgiata nelle crisi e sar\u00e0 il risultato delle risposte alle crisi<\/strong><\/em><strong>. <\/strong>Quando tutto sembrava finito, ma poi tutto ripartiva. Questo ci rende fiduciosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019Europa di Delors dominava uno idealismo europeo: la realizzazione del Mercato Unico, la caduta del muro di Berlino, l\u2019entusiasmo per le nascenti democrazie nell\u2019europa centrale ed orientale, ed infine, ma non ultimo, la nascita della moneta unica.<\/p>\n<p>L\u2019alba del nuovo millennio ha visto crescere un certo scetticismo sul processo di integrazione. Le difficolt\u00e0 di integrazione dei paesi entrati a far parte dell\u2019Unione Europea, le crisi finanziare e le crisi dell\u2019Euro, la Brexit, la pandemia, l\u2019espansionismo russo ed infine il cambio di amministrazione negli Stati Uniti obbligano l\u2019Europa di oggi ad una prova difficile il cui risultato non \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte intorno a queste crisi si \u00e8 ricreata una rinnovata unit\u00e0 europea, che ha permesso di negoziare compatti con il Regno unito, di sostenere l\u2019Ucraina, di lanciare il debito comune con il piano di ripresa e resilienza, tutti elementi che, pur con i problemi di applicazione, che hanno ridato speranza e senso di appartenenza Europea ad una maggioranza di cittadini europei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Detto questo, non si possono nascondere segnali preoccupanti: la crescita di partiti nazionalisti e pro russi in molti paesi europei, gli attacchi della nuova amministrazione americana per dividere l\u2019Europa. Lo scenario geopolitico stanno cambiando, ma l\u2019equilibrio non \u00e8 stato ancora raggiunto. Tutte le dichiarazioni dal Presidente Trump, alla Presidente von der Leyen alla Presidente Meloni e di tutti i leader mondiali fanno parte di un tatticismo che dovr\u00e0 trovare un punto di caduta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Europa ha certo delle debolezze, soprattutto sul piano tecnologico, nella capacit\u00e0 di innovare, debolezze che in buona parte sono attribuili alla non-Europa, cio\u00e8 tutto quello che l\u2019Europa avrebbe potuto fare ma non ha, ancora, fatto. Le conclusioni del Rapporto Letta sul completamento del mercato unico, e di quello di Mario Draghi sul rilancio della competitivit\u00e0 europea ed infine le raccomandazioni della Presidente della BCE Christine Lagarde, che incita a procedere speditamente sulle riforme, danno speranza che ci sono gli spazi per un rilancio europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per concludere, l\u2019Europa ha molte armi per difendere la propria sovranit\u00e0 ed il proprio modello di sviluppo. Non possiamo che augurarci che gli Stati, sotto \u00a0l\u2019impulso ed il coordinamento delle Istituzioni europee, prendano le decisioni coraggiose, come hanno saputo fare in passato, perch\u00e9 \u00e8 cosi che l\u2019Europa di oggi funziona e non ci si deve nascondere dietro il paravento dell\u2019unanimit\u00e0. Gi\u00e0 in passato molte decisioni importanti sono state prese dagli Stati che ci hanno creduto, lasciando la porta aperta agli altri, cosi \u00e8 stato per la creazione dell\u2019Euro, per l\u2019accordo di Schengen sull\u2019abolizione delle frontiere interne all\u2019Unione. L\u2019Europa dei volenterosi permetter\u00e0 di fare un balzo in avanti anche in questa crisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cvce.eu\/en\/obj\/ninth_and_final_draft_of_the_schuman_declaration_6_may_1950-en-4909847d-df12-4c67-83d2-8e0978da025b.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.cvce.eu\/en\/obj\/ninth_and_final_draft_of_the_schuman_declaration_6_may_1950-en-4909847d-df12-4c67-83d2-8e0978da025b.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alfredo De Feo Il 9 maggio \u00e8 una data importante per l\u2019Europa: la dichiarazione lanciata da Robert Schuman nel 1950 segna l\u2019inizio del progetto europeo ed apre un periodo di pace senza precedenti nella storia dei nostri paesi. 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